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Competenze non cognitive a scuola: come svilupparle con il supporto dei musei educativi

Negli ultimi anni, il dibattito educativo ha ampliato il proprio orizzonte: accanto alle competenze disciplinari, la scuola è sempre più chiamata a promuovere lo sviluppo integrale della persona. In questo percorso, le competenze non cognitive rappresentano così una risorsa strategica per promuovere l’apprendimento attivo, il benessere emotivo e la partecipazione consapevole alla comunità.

Per chi insegna, integrare queste competenze nella pratica quotidiana significa offrire alle bambine e ai bambini strumenti fondamentali per affrontare le sfide dell’apprendimento e della crescita, valorizzando al tempo stesso il dialogo con il territorio e i contesti educativi extrascolastici.

Cosa sono le competenze non cognitive e perché sono centrali nella scuola di oggi

Le competenze non cognitive comprendono abilità emotive, sociali e relazionali che incidono profondamente sui processi di apprendimento. Parliamo, ad esempio, di resilienza, gestione dello stress, capacità decisionali e consapevolezza di sé.

Non si tratta di caratteristiche innate, ma di competenze che possono essere coltivate attraverso percorsi educativi intenzionali, progettazione didattica e ambienti di apprendimento stimolanti. Il loro sviluppo favorisce autonomia, motivazione e partecipazione attiva, contribuendo a creare un clima di classe inclusivo e collaborativo.

Quali sono le principali competenze non cognitive da sviluppare in classe

Definite “non cognitive” perché non legate direttamente alle conoscenze disciplinari, queste competenze influenzano il modo in cui si apprende e si costruiscono relazioni. Tra le più rilevanti troviamo:

  • motivazione e consapevolezza di sé;
  • gestione delle emozioni;
  • collaborazione e apprendimento tra pari (peer learning);
  • problem solving e sviluppo del pensiero critico.

Si tratta di competenze trasversali che attraversano tutte le discipline e accompagnano le bambine e i bambini lungo l’intero percorso di crescita.

Continuità educativa tra scuola e contesti extrascolastici: un’opportunità per le insegnanti

Uno degli elementi chiave per lo sviluppo delle competenze non cognitive è la continuità educativa tra aula e ambienti di apprendimento non formali. Laboratori, spazi culturali e scientifici e attività extrascolastiche offrono occasioni preziose per sperimentare, esplorare e apprendere in modo meno vincolato dalle aspettative tradizionali.

Questi contesti permettono agli alunni di mettersi alla prova, cambiare prospettiva e scoprire nuove modalità di apprendimento, rafforzando curiosità, motivazione e fiducia nelle proprie capacità.

Edutainment e musei dei bambini: apprendimento attivo attraverso il gioco

L’Edutainment integra apprendimento e gioco, sostenendo processi educativi basati sull’esperienza diretta. Nei musei dei bambini, progettati secondo i principi del learning by doing e dell’Inquiry Based Learning (IBL), le bambine e i bambini diventano protagonisti del proprio percorso: osservano, sperimentano, formulano ipotesi e costruiscono significati.

La dimensione ludica, unita alla partecipazione cognitiva ed emotiva, favorisce apprendimenti duraturi e contribuisce allo sviluppo di competenze trasversali fondamentali.

Il Decreto Ministeriale n. 6/2026: competenze non cognitive e innovazione didattica

Con il Decreto Ministeriale n. 6/2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato una sperimentazione nazionale per integrare in modo strutturale le competenze non cognitive nel sistema scolastico italiano. Il provvedimento promuove apprendimento attivo, didattica laboratoriale, orientamento e dialogo con il territorio, riconoscendo il valore della continuità educativa tra scuola ed enti esterni.

All’interno di questo quadro, le scuole diventano veri e propri laboratori di sperimentazione, attraverso:

  • curricolo integrato;
  • attività laboratoriali e pratiche;
  • progetti educativi in collaborazione con realtà del territorio;
  • valutazione formativa;
  • didattica inclusiva e cooperativa.

Queste pratiche rafforzano lo sviluppo delle competenze non cognitive senza concentrarsi esclusivamente sugli esiti, ma valorizzando il processo di apprendimento.

Museo dei bambini e competenze trasversali: un’alleanza educativa per la scuola

L’esperienza museale rappresenta un potente alleato della didattica. Nei musei dei bambini, contenuti disciplinari e sviluppo personale si intrecciano attraverso attività come:

  • percorsi esplorativi per stimolare osservazione e curiosità;
  • giochi collaborativi per favorire cooperazione e rispetto delle regole;
  • giochi di ruolo per sostenere espressione personale e consapevolezza emotiva;
  • esperimenti per esercitare problem solving e pensiero scientifico.

Grazie a queste esperienze, le bambine e i bambini sviluppano autonomia, perseveranza, comunicazione, collaborazione e riflessione metacognitiva. Le visite ai musei educativi offrono contesti privilegiati in cui l’esperienza diretta diventa strumento di crescita globale. Qui si apprendono non solo contenuti, ma anche strategie per “imparare a imparare”, attraverso processi attivi, dialogici e condivisi.

Porta la tua classe al museo: trasforma l’esperienza in apprendimento

Integrare le competenze non cognitive nella didattica è un percorso che può essere arricchito dal confronto con contesti educativi diversi dall’aula. Il museo dei bambini offre alle scuole percorsi strutturati, laboratori e visite educative progettati in coerenza con le Indicazioni Nazionali, per sostenere apprendimento attivo, inclusione e sviluppo delle competenze trasversali.

Accompagna la tua classe in un’esperienza che unisce gioco, scoperta e crescita personale. Scopri i programmi dedicati alle scuole, costruisci insieme al museo un progetto educativo su misura e valorizza il potenziale di ogni bambina e bambino.

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